Oda, inizia oggi la gestione Sisifo firmato l’atto d’affitto definitivo
Leandro Perrone

Sono passati cinque mesi, ma alla fine il risultato è stato raggiunto: il ramo sanitario della Fondazione Opera diocesana di assistenza (Oda) di Catania è stato dato in affitto. La nuova società che da oggi gestisce le attività in convenzione con l’Azienda sanitaria provinciale si chiama S.O. Servizi sanitari integrati srl, ed è stata creata ad hoc dal Consorzio di cooperative sociali Sisifo per la gestione dei servizi relativi al “Polo utenti – buona parte disabili gravissimi – garantiti da circa 300 lavoratori. Oda continuerà a occuparsi delle attività non sanitarie, come formazione professionale e comunità per minori a rischio. Il grosso, le attività relative – dal valore di circa 16,5 milioni di euro annui – sono ora in capo a Sisifo, che garantirà un corrispettivo annuale alla Fondazione di circa 1,3 milioni di euro.
Venerdì l’ultimo atto «della complessa operazione», non solo amministrativa. La mattina si è proceduto al trasferimento in Asp delle convenzioni in capo ad Oda al S.O., nel pomeriggio c’è stata infine la firma dal notaio, riferisce il presidente del Consiglio di amministrazione di Oda, Adolfo Landi. L’avvocato è stato da marzo 2017 a giugno 2025 commissario dell’ente che è controllato dall’arcidiocesi di Catania, e considerato l’affitto valido un anno e rinnovabile, d’inizio del risanamento definitivo di una pesante situazione debitoria che ci portiamo avanti da 20 anni. Difficoltà che hanno avuto come conseguenza la presenza di corrispondenti dello stipendio ai dipendenti a partire da marzo 2020: 11 mensilità (tredicesima compresa), che verranno ora “saldate” ma con somme provenienti da Sisifo e non solo: abbiamo ceduti di milioni che contiamo di incassare da qui a pochi mesi.
Landi tiene a ringraziare l’arcivescovo di Catania Luigi Renna, che ha sostenuto e anche ideato questa soluzione per dare garanzia dei servizi all’utenza e ai dipendenti di avere le retribuzioni ogni mese.
Con l’affitto del ramo sanitario le nostre strutture potranno garantire un servizio migliore e l’attrattività del personale. Un aspetto sottolineato proprio da S.O. in una lettera inviata alle organizzazioni sindacali, abbiamo riconosciuto le competenze e valorizzato il lavoro dei lavoratori, con contratto adeguato.
Siamo consapevoli che rimangono problemi, ma questa è una svolta. Sul pagamento degli arretrati, in accordo a Oda, i sindacati attendono adesso un piano di rientro, una richiesta fatta formalmente già nei giorni scorsi.
20 ANNI DI DIFFICOLTÀ
Dai debiti col fisco allo stato di crisi
Circa 50 milioni di euro di debiti, accumulati a partire dai primi anni 2000. Un periodo in cui Oda, come detto dall’arcivescovo Luigi Renna in una recente conferenza stampa, aveva un sostegno consistente verso le banche. Ma in mezzo ci sono anche fornitori e, naturalmente, i lavoratori che sono le persone che hanno sopportato più di tutti il peso di questo ente. Perché – ricorda Landi – le difficoltà sono state affrontate senza che venisse meno la presenza del ramo sanitario. A dicembre Oda ha inoltrato richiesta alla composizione negoziata della crisi in Camera di Commercio, ma soprattutto ha ottenuto dal Tribunale le “misure protettive erga omnes” che bloccano le procedure esecutive da parte dei creditori.



